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Nomi certamente roboanti, a cominciare da Keitel, grandissimo attore che forse presume troppo da se stesso, Giannini, altro grande forse stanco, e nientemeno che Goffredo Fofi, critico. Anni Sessanta: echeggiano ancora i fatti delle guerra, c’è la (finta) ricostruzione, ancora non c’è da mangiare per tutti. La miseria generale porta a brutte promiscuità, così di Rosetta abusano un ex fascistone e (come poteva essere altrimenti) il padre, che è Keitel, tristissimo uomo già abbandonato dalla moglie Vipera, appunto. Nasce il bambino di Rosetta, immediatamente fatto sparire, e la ragazza, pure in quel contesto disperato, decide di ritrovarlo, e di lottare. Fonte Trama

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