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1971. Un gruppo di militari si addestra al campo di Tigerland in attesa di andare in Vietnam. La base è una perfetta simulazione di ciò che i ragazzi troveranno poi sul teatro di guerra. Dunque vita durissima, sergenti senza pietà e un campionario completo di caratteri: dallo psicopatico assassino al debole che ci lascerebbe certamente la pelle. E c’è Buzz, un vero ribelle strafottente e durissimo. Odiato dai superiori e amato dai commilitoni. In realtà è un vero eroe, capace di salvare la vita a molti compagni, facendoli esonerare o consigliando il giusto comportamento. Quando arriva il momento parte per la guerra. Macchina a mano, stile documentaristico, effetti poveri, sovresposizione e tanto realismo. Sembra un film-reperto degli anni Settanta. Però funziona. Shumacher, abituato a grandi budget e divi, si muove bene anche in questa dimensione. Colta anche qualche (piccola) metafora sulla vita e sulla guerra. Prodotto superiore alla media. Fonte trama

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