One Hour Photo

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Sy Parrish lavora in un supermercato nel reparto che si occupa di sviluppare le foto. Conosce così le immagini e i segreti di tutti. In particolare è affascinato dagli Yorkin: la loro felicità è diventata la sua, le foto della coppia ricoprono i muri del suo appartamento. Quando nella famigliola insorgono dei problemi, Parrish si sente in dovere di intervenire per difendere la sua immagine ideale di felicità.Foto segnaletiche e foto di famiglia. Foto che documentano, che fermano, per un istante, un momento del tempo. Foto di momenti felici, di persone vive, sorridenti e allegre, foto che fissano e trattengono l’anima (come le foto dei morti di “The Others“). Sy Parrish non può permettersi una “vita bella“ (grigie tavole calde, un appartamento anonimo al quale si accede da uno squallido corridoio, giornate vuote e solitudine totale).Il ponte tra il suo mondo (il finale didascalico-come si conviene a un film dell’epoca classica-spiegherà cause ed effetti dell’intreccio) e il mondo degli altri è il bancone del SavMart, un centro commerciale, dove sviluppa e stampa i rullini fotografici. Fonte trama

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