La triade di Shanghai

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Nel 1930 a Shangai arriva dalla campagna l’adolescente Shuisheng (W. Xiao Xiao) e viene messo al servizio della bella Xiao Jinbao, detta Bijou (G. Li), cantante di cabaret e mantenuta di Tang (L. Baotian), uno dei supercapi della Triade, la mafia che controlla la metropoli. Assiste così alla lotta per il potere tra il giovane Song (S. Chun Shuisheng), numero due della Triade, e Tang che si serve di Bijou per eliminare il rivale. Pur continuando il discorso sulla condizione femminile che Z. Yimou (1950) conduce dai tempi di Sorgo rosso (1987), il film non convince né avvince. Non mancano immagini suggestive né invenzioni di regia e non si può non apprezzare il ritegno ellittico con cui il regista rappresenta gli effetti della violenza più che la violenza stessa. Restano le debolezze di fondo, l’algido accademismo, il formalismo patinato, la forza dei sentimenti, che si smaglia in sentimentalismo. Fonte trama

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