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La Mosca 2 segue il bellissimo La Mosca (1986) di Cronenberg, già di per sé rifacimento innovativo de L’esperimento del dottor K (The Fly, 1958); quindi sequel di un remake. Però, contemporaneamente, remake di un sequel, in quanto questo The Fly II è, non ufficialmente, un rifacimento de La vendetta del dottor K (1959), seguìto al film del ’58; come in quello siamo alle prese con il figlio dello scienziato “pazzo” che riprende in mano gli esperimenti del babbo fino ai tragici esiti. La regia passa di mano da Cronenberg a Walas, che fu l’effettista premiato con l’Oscar per il film del 1986. Si pensava che per il suo esordio Walas avesse fatto tesoro della “lezione” cronenberghiana, cioé del fatto che un buon horror non deve trascurare lo scavo psicologico dei personaggi. Sfortunatamente non è stato così, e La Mosca 2 si riduce ad un monster-movie di mero intrattenimento con un finale particolarmente gore. Il contributo maggiore, come prevedibile, sta negli SFX, perciò se siete appassionati di prostetica ed animatroni pre-CG, il film è una festa. La storia è ricolma di clichés e incongruenze tali che le basi fantascientifiche risultano essere più “fanta” che scientifiche. A dirla tutta il film funziona maggiormente sul piano sentimentale, in parte con la relazione fra Martin e Beth, ma soprattutto per la presenza del commoventissimo cane mutante. Il finale de La Mosca 2 è, date le premesse, necessariamente meno nichilista del precedente film ma il lieto fine (assurdo) non fa che segare le gambe ad una storia già di per sé zoppicante. Gli attori però ci credono: benché Stolz non sia Al Pacino, interpreta il suo Martin Brundle con il massimo dell’impegno. La Zuniga (raccomandata da Mel Brooks in persona dopo che aveva lavorato con lei in Balle Spaziali, 1987) è molto dolce ma di certo non è Meryl Streep. Tutto sommato il “reparto” attori è funzionale e non è certo l’elemento più debole del film. Derivativo come non mai verso il finale, il film prende la piega di un Alien (1979) di serie B, con la Martin-mosca che si aggira per la struttura di ricerca sorprendendo le guardie di sicurezza e sciogliendoli qua e là col suo vomito corrosivo. In definitiva, La Mosca 2 è ciò che ci si aspetta da un sequel anni ’80 ma senza voler essere troppo severi e dimenticandosi del lavoro di Cronenberg, l’appassionato potrebbe anche trarne qualche diletto. Non da evitare ma evitabile. Fonte trama

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