Cimitero vivente

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Storpiatura ortografica di cemetery, scritta da un bambino su un autentico cimitero per animali domestici. È curioso che l’unico film di cui Stephen King scrisse la sceneggiatura, da un suo romanzo (1983), sia uno dei meno riusciti, e la colpa non è solo della regista. Il dott. Louis Creed cerca di far rivivere il figlio di 3 anni, ucciso da un camion, provocando il ritorno alla vita anche dei morti di un antico cimitero indiano nelle campagne del Maine, attiguo al cimitero per animali. Conseguenze terribili. Pur puntando sugli effetti orripilanti, è un film anemico e convenzionale anche nei flashback, raccontati dalla moglie di Creed e da un loro vicino di casa. Fonte Trama

Una replica a “Cimitero vivente”

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