Bell’amico

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Esordio in punta di piedi _ ma, forse, non minimalista _ di uno sceneggiatore abruzzese (L’Aquila), qui anche protagonista, già collaboratore di P. Quartullo e 2 film corti alle spalle. La storia è canonica, ma sviluppata in modi nuovi: alle prese con un concorso universitario e pene sentimentali, un quarantenne romano si mette in casa un regista angolano opportunista e ingombrante che gli invade la vita privata, approfittando dell’arrendevolezza dell’ospite, frenato dai sensi di colpa, dagli obblighi della tolleranza e dalla moda del politicamente corretto. Fanno corona al loro rapporto personaggi minori, disegnanti e interpretati con arguzia leggera. In bilico tra commedia di costume e diario autobiografico, giostrato su due livelli narrativi, girato con telecamere digitali, il film ha garbo e, nelle pieghe, graffia. Fonte Trama

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