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Tratto da un romanzo di Le Carrè, The constant Gardener ha in sé la possibilità di conquistare il grande pubblico, sebbene soffra di una struttura non completamente risolta. I temi dell’impegno sociale e dell’amore si intrecciano e si amalgamano, non totalmente, esprimendo due linee narrative parallele che si dovrebbero toccare e fondere. Le affascinanti ambientazioni africane, da Nairobi al profondo Kenya, regalano i profumi di paesi lontani e problematici, e ci consegnano emozioni a tratti intense, a tratti didascaliche. Di conseguenza, il dramma si consuma, i sentimenti si percepiscono in modo palpabile, qualcosa però non funziona. I continui flashback, in particolare nella prima parte, appesantiscono lo svolgimento della vicenda e raffreddano lo scorrere della passione espressa dalle buone interpretazioni di Ralph Fiennes e Rachel Weisz (sempre bellissima).
Un buon film imperfetto basato su un testo solido che avrebbe potuto aspirare a essere uno dei punti di riferimento cinematografici della stagione…